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Sfide e opportunità nel settore dei mobili Made in Italy e del design

Ilaria Sangalli, Head of Industry Research Intesa Sanpaolo
29.05.2026
tempo di fruizione: 5 min

INSIGHTS - ECONOMIND

Sfide e opportunità nel settore dei mobili Made in Italy e del design

Sfide e opportunità nel settore dei mobili Made in Italy e del design

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In questo podcast, Ilaria Sangalli, Head of Industry Research di Intesa Sanpaolo, commenta l’andamento del mercato del Mobile e del design Made in Italy e si concentra sulle prospettive 2026 in Italia e sui mercati internazionali: per restare competitivi, sarà cruciale spingere ulteriormente sulla diversificazione dei mercati di sbocco, facendo leva sull’ottimo posizionamento qualitativo che da sempre contraddistingue le imprese italiane del settore.

Sono Ilaria Sangalli, Head of Industry Research di Intesa Sanpaolo

In questo episodio parlo delle principali sfide e opportunità nel settore dei mobili Made in Italy e del design

Il settore dei Mobili Made in Italy rappresenta un’eccellenza manifatturiera. Nel 2025 è stato raggiunto un fatturato di 26,7 miliardi di euro, che conferma l’Italia al primo posto tra i produttori europei, davanti a Germania e Francia. Il contributo dei mercati esteri e il solido presidio del mercato interno hanno determinato una buona capacità di tenuta del settore, anche in un contesto economico che si era fatto già sfidante dopo l’introduzione dei dazi.

Il saldo commerciale del Mobile italiano è rimasto ampiamente positivo nel 2025, pari a 8,4 miliardi di euro, nonostante un lieve arretramento delle esportazioni. Fondamentale il contributo dei mercati europei (soprattutto Germania, Regno Unito, Spagna), accanto alla crescita delle vendite sui mercati extra-europei, dove spiccano i paesi del Golfo, Turchia e Canada, che nel 2025 è entrato nella Top10 delle destinazioni dei mobili italiani. Gli Stati Uniti, pur confermandosi il secondo sbocco commerciale, sono stati penalizzati dal cambio e dalle tensioni tariffarie. Poco trainante nel 2025 anche il mercato asiatico, dove la Cina ha continuato a scontare una domanda interna debole.

I distretti industriali hanno fornito un contributo determinante ai risultati del settore, generando l’83% dell’avanzo commerciale complessivo 2025 (6,9 miliardi di euro). La loro forte capacità di adattamento al contesto di mercato si confermerà, tra l’altro, decisiva per gestire le criticità del 2026.

Di fronte a uno scenario complesso sul piano delle tensioni geopolitiche e con prospettive di crescita moderata, la diversificazione dei mercati di sbocco sarà un fattore chiave per il successo, puntando sui paesi a forte aumento dei redditi e sulla nuova geografia di relazioni creata dagli accordi commerciali dell’Unione Europea. A maggior ragione di fronte a un mercato interno penalizzato dalle pressioni inflattive derivanti dal conflitto in Medio Oriente, con impatti su redditi e consumi che, nel caso del Mobile, saranno solo in parte compensati dal buon andamento dell’immobiliare e del turismo di fascia alta.

Per aggredire nuovi mercati e mantenere alta la competitività negli sbocchi commerciali chiave, le imprese del Mobile italiano potranno contare sull’elevata qualità dei prodotti che da sempre le contraddistingue, frutto degli investimenti in design e innovazione. Il peso dell’arredo italiano sulle esportazioni mondiali di mobili di alta gamma è pari al 9,2% e sfiora addirittura il 24% nel mondo delle cucine.

Gestire la complessità dello scenario attuale significa, inoltre, continuare a investire nella doppia transizione, energetica e digitale, per far fronte alla significativa volatilità dei costi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti. Le nostre survey interne segnalano infatti come Intelligenza Artificiale, Cybersecurity e Autoproduzione di Energia siano in testa alle priorità di investimento delle imprese nel 2026.

Per portare a termine i propri piani di investimento, le imprese del Mobile potranno contare su buone risorse finanziarie, con Margini Operativi Lordi che si collocano su livelli storicamente elevati e che, nel nostro scenario, potranno restare superiori al pre-Covid anche nel 2026, nonostante la presenza di fattori di penalizzazione derivanti dai dazi e dai costi aggiuntivi indotti dal conflitto.


F.A.Q.

Nel 2025 il settore dei mobili Made in Italy ha raggiunto un fatturato di 26,7 miliardi di euro, confermando l'Italia al primo posto tra i produttori europei, davanti a Germania e Francia.

I mercati europei continuano ad assorbire una quota considerevole dell’export italiano di mobili. In testa la Francia, seguita da Germania, Regno Unito e Spagna. In crescita i mercati extra-europei. Accanto a Stati Uniti (secondo mercato di sbocco in assoluto, dietro la Francia) e Cina, che sono stati poco dinamici nel 2025, si segnalano i paesi del Golfo, la Turchia e il Canada, che nel 2025 è entrato nella Top 10 delle destinazioni dei mobili Made in Italy.

La diversificazione dei mercati di sbocco sarà determinante, puntando sui paesi a forte crescita dei redditi e sulle opportunità create dagli accordi commerciali dell'Unione Europea.

Il mobile italiano rappresenta il 9,2% delle esportazioni mondiali di mobili di alta gamma, con una quota che sfiora il 24% nel segmento delle cucine.

Le priorità di investimento riguardano Intelligenza Artificiale, Cybersecurity e autoproduzione di energia, nell'ambito della doppia transizione energetica e digitale

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