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Il nuovo Quadro Finanziario Europeo

Come finanziare le priorità strategiche dell'UE?
08.01.2026
tempo di fruizione: 12 min
Michele Sorrentino, Head of IMI CIB Italian Network



La Commissione Europea ha presentato lo scorso 16 luglio la proposta per un nuovo e ambizioso bilancio di lungo termine, meglio noto come Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), per il periodo 2028–2034, del valore complessivo di quasi 2.000 miliardi di euro.

Il Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 rappresenta una leva strategica per sostenere le priorità dell’Unione Europea in un contesto caratterizzato da sfide globali sempre più complesse: transizione verde, sicurezza energetica, digitalizzazione, intelligenza artificiale e riorganizzazione delle catene del valore.

Durante la conferenza “Il nuovo Quadro Finanziario Europeo: come finanziare le priorità strategiche dell'UE?", promossa dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking e dalla Direzione Institutional Affairs di Intesa Sanpaolo, esponenti delle Istituzioni europee e della BEI hanno evidenziato la necessità di un equilibrio tra ambizione, flessibilità e prevedibilità del budget europeo, insieme a un forte allineamento tra capitale pubblico e privato.
 


CAPITALE PUBBLICO E PRIVATO: SINERGIA STRATEGICA PER REALIZZARE GRANDI PROGETTI
 

Mauro Micillo, Chief of IMI Corporate & Investment Banking Division di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato la necessità di sinergia strategica tra capitale pubblico e privato.

Le risorse pubbliche, infatti, non sono sufficienti a coprire il fabbisogno stimato — oggi pari a oltre 1.200 miliardi di euro annui — rendendo indispensabile il ruolo delle banche come catalizzatori di investimenti, facilitatori di partnership tra pubblico e privato e ponte tra fondi europei e progetti concreti.
Per colmare i ritardi dell’Europa in ambiti strategici come l’ AI e l’ energia, occorrono strumenti finanziari innovativi, mercati più integrati e un impegno condiviso nella definizione dei beni comuni europei.
 


IL RUOLO DELLE BANCHE: PONTE TRA RISORSE EUROPEE E PROGETTI CONCRETI
 

Le banche possono quindi svolgere un ruolo decisivo nel successo del piano europeo, contribuendo a definire le priorità comuni, i cosiddetti common goods, e a trasformarle in progetti concreti. Per farlo è necessario un impegno condiviso, con obiettivi, strumenti e tempi chiari. Gli istituti finanziari, più di ogni altro attore, hanno la responsabilità di collegare le risorse europee alle iniziative reali, rafforzando il dialogo con le istituzioni e favorendo una visione comune capace di accelerare sostenibilità, competitività e inclusione. Per l’Europa, è il momento di agire.


Scopri di più nel video dell’evento, dove sono intervenuti: per Intesa Sanpaolo,  Mauro Micillo, Chief of IMI Corporate & Investment Banking Division,  Marco Boscolo, Head of European Regulatory & Public Affairs, Jacques Moscianese, Executive Director Institutional Affairs; inoltre Lourdes Acedo Montoya, Chief Economist, Head of Unit - Multiannual Financial Framework, European Commission, Marco Buti, titolare della Cattedra Tommaso Padoa-Schioppa, European University Institute, Giovanni Crosetto, Parlamento europeo, Membro commissione Affari Economici e Monetari, Letizia Moratti, Parlamento Europeo, Membro Commissione per l'Industria, la Ricerca e l'Energia, Alessandro Carano, Managerial Adviser BEI Global Strategy.

TRASCRIZIONE VIDEO

Il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 è al centro della conferenza promossa da IMI Corporate & Investment Banking e da Institutional Affairs di Intesa Sanpaolo, che ha visto la partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e della Banca Europea per gli Investimenti.

 

Marco Boscolo

Head of European Regulatory & Public Affairs, Intesa Sanpaolo

Abbiamo promosso questo incontro perché crediamo che sia particolarmente importante che questa discussione non rimanga una discussione chiusa, burocratica, tecnica.

Crediamo che questo sia un tema strategico che avrà degli effetti concreti e pratici sulla competitività dell'Unione Europea e quindi delle nostre imprese nei prossimi sette-dieci anni.
 

Mauro Micillo

Chief of IMI Corporate & Investment Banking Division, Intesa Sanpaolo

Nel pomeriggio di oggi avremo la possibilità di approfondire le sfide sempre più complesse e interconnesse con cui l'Europa è chiamata a confrontarsi in un momento storico particolare; il cambiamento climatico, la sicurezza energetica, le tematiche geopolitiche, la digitalizzazione accelerata dall'intelligenza artificiale e la riorganizzazione delle catene globali del valore sono temi, problemi e anche opportunità che richiedono risposte sistemiche e coordinate.

In questo scenario il Quadro Finanziario Pluriennale si configura come il vero e proprio strumento strategico per finanziare i progetti che possono contraddistinguere la competitività industriale sulla ricerca e l'innovazione della nostra Unione Europea.

Le banche in questo contesto hanno un ruolo importante, perché non possono limitarsi al loro ruolo tradizionale di finanziatori, ma devono diventare veri e propri motori della trasformazione, utilizzando il loro potere, la loro forza di intercettare e veicolare al meglio i capitali privati, affiancandoli a quelli pubblici

La frammentazione dei mercati finanziari dell'Europa disperde peraltro ogni anno ingenti risorse a supporto della crescita. Si parla di 300 miliardi di euro di risparmio che potrebbero essere più correttamente indirizzati diciamo allo sviluppo della nostra Unione Europea, delle nostre infrastrutture e di questo si è occupata, come sapete, la Savings and Investment Union.
 

CAPITALE PUBBLICO E PRIVATO: SINERGIA STRATEGICA PER REALIZZARE GRANDI PROGETTI

Il Quadro Finanziario Pluriennale secondo me è una potenziale rilevantissima leva strategica, perché se ci pensate la scorsa estate la Commissione Europea ha presentato appunto la nuova proposta per il ciclo di programmazione 2028-2034, con le varie priorità, in particolare transizione verde, digitalizzazione e coesione economica e sociale.

Ora tutti questi obiettivi hanno come presupposto fondamentale una sinergia strutturata tra capitale pubblico e privato, perché è indubitabile che non abbiamo abbastanza risorse pubbliche per affrontare il livello della sfida che ci aspetta.  

Solo un anno e mezzo fa avevamo stimato, in particolare il rapporto Draghi aveva stimato 800 miliardi di euro annui il fabbisogno necessario. Oggi le stime più recenti hanno portato questo ammontare a un trilione e duecento miliardi..

Ed è proprio in questo contesto che il settore bancario, che sta attraversando un profondo cambiamento, può giocare un ruolo importante,

essere capaci di attirare, di proporre soluzioni che diciamo mettono sullo stesso piano il pubblico e il privato, i famosi partenariati pubblico-privato, attirando capitali privati che possano fornire la leva, il volano necessario per realizzare grandi progetti.

Sul fronte tecnologico l'Europa sconta un ritardo significativo nello sviluppo dell'intelligenza artificiale rispetto a Stati Uniti e Cina, è innegabile. Colmare questo divario richiede un vero mercato unico per imprese innovative, finanziamenti più mirati e consistenti, una semplificazione normativa e una più stretta integrazione tra industria e ricerca.

Poi c'è la questione energetica, che rappresenta oggettivamente un ostacolo competitivo, l'ha richiamato anche Draghi recentemente, servono investimenti in infrastrutture rinnovabili, una riforma dei mercati energetici, l'adozione di strumenti di lungo periodo come i PPA, i Power Purchase Agreement e i Contracts for Difference, per garantire stabilità e per garantire finanziabilità tramite l'utilizzo dei capitali privati di queste infrastrutture.

IL RUOLO DELLE BANCHE: PONTE TRA RISORSE EUROPEE E PROGETTI CONCRETI

Il pieno successo del piano dipenderà dalla capacità di costruire un impegno condiviso. Quindi prima di tutto sarà un tema di individuare quelli che sono i cosiddetti common goods, quindi i beni, i servizi, le iniziative strategiche su cui come cittadini europei sentiamo di poter individuare e sviluppare un impegno comune. Bisogna poi definire modalità, strumenti e tempi di attuazione.

Le banche, più di ogni altro attore, hanno la possibilità, e se me lo consentite anche la responsabilità, di accorciare le distanze tra risorse europee e i progetti reali. Ecco perché oggi più che mai è importante rafforzare il dialogo istituzionale, e questo, l'incontro di stasera ne è un esempio, costruire una visione comune, trasformare il Piano in un vero acceleratore di sostenibilità, competitività e perché no inclusione.

 

Marco Boscolo

Direi che sono emersi nella discussione di oggi almeno due temi centrali, uno è quello dell'equilibrio necessario tra ambizione, flessibilità del budget e predicibilità degli investimenti del prossimo quadro finanziario pluriennale, .. l'altro tema è quello che è necessario a una commistione pubblico privata, un allineamento di intenti, perché il budget dell'Unione Europea, il budget pubblico da solo come abbiamo visto non può raggiungere da solo gli obiettivi strategici.. su difesa, transizione energetica, cambiamenti climatici e competitività delle imprese.

 

La via è tracciata, ma il cammino è ancora lungo. Ora per l’Europa è il tempo di agire.

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