Crescita e internazionalizzazione delle imprese italiane
L’ecosistema produttivo italiano è caratterizzato, oltre che dalle grandi società leader di settore con footprint internazionale, dalla forte presenza di imprese di medie dimensioni, spesso con elevata specializzazione settoriale e importante radicamento territoriale. Queste caratteristiche offrono agilità e capacità di nicchia, ma pongono limiti in termini di risorse per investimenti su scala internazionale: molte aziende hanno così la necessità di colmare gap in competenze manageriali, finanziarie e digitali per affrontare mercati sempre più complessi e dall’alto contenuto innovativo 1.
In un contesto globale segnato da transizioni tecnologiche, tensioni geopolitiche, cambiamenti nei modelli di consumo e nuove esigenze di sostenibilità, la crescita e l’internazionalizzazione rappresentano due leve fondamentali per rafforzare la competitività del “Made in Italy”. Tale scenario ha spinto e sta spingendo le aziende a ridefinire il proprio modello di business e a ripensare le proprie strategie.
I MACRO-TREND PER LA COMPETITIVITA’ DEL MADE IN ITALY
Ad oggi, si possono identificare quattro macro-trend che stanno ridisegnando i confini competitivi all’interno dei quali le aziende italiane si trovano a operare:
- Digitalization & Automation: l’ascesa delle nuove tecnologie sta rivoluzionando l’industria, accelerando l’efficienza produttiva e aprendo nuove frontiere nell’innovazione, dalla robotica all’intelligenza artificiale
- Supply Chain Resilience & Diversification: la crescente instabilità geopolitica e climatica sta spingendo le imprese a rafforzare la resilienza e diversificare le supply chain, puntando su fornitori multipli, produzioni locali e tecnologie predittive per ridurre i rischi e garantire continuità operativa
- Reshoring & Nearshoring: questo fenomeno sta guadagnando slancio nell’industria, con sempre più aziende che riportano la produzione in Europa o in aree vicine per ridurre la dipendenza da fornitori lontani, migliorare la reattività e rafforzare la sicurezza delle catene del valore
- Talent Development: Lo sviluppo dei talenti è diventato un pilastro strategico per l’industria, con investimenti crescenti in formazione continua, upskilling digitale e programmi di leadership per attrarre, valorizzare e trattenere le competenze chiave in un mercato del lavoro sempre più competitivo.
DISRUPTION E VELOCITY: LE DIMENSIONI DELLA COMPLESSITA’ AZIENDALE
In un ambiente caratterizzato da una forte dinamicità e incertezza, la velocità del cambiamento e il relativo livello di disruption sono identificabili come le principali dimensioni della complessità aziendale in diversi settori; sulla base di queste variabili, le imprese hanno la necessità di identificare e implementare strategie industriali che si adattino al contesto competitivo e industriale in cui si trovano ad operare.
E’ così possibile identificare strategie di “crescita lineare” quando la velocità del cambiamento è relativamente contenuta e l’impatto del cambiamento limitato: queste strategie sono applicabili ai produttori industriali che servono mercati finali quali quelli dei trasporti -soprattutto logistica-, Telecomunicazioni e produzione di beni durevoli. All’estremo opposto si posizionano strategie di modifica radicale del modello di business che vengono applicate nei settori ove velocità e impatto del cambiamento sono massime, ad esempio nell’Automotive, nell’Aerospace & Defense e nei settori Tech ed Energy.
Fra gli estremi si posizionano strategie e business model intermedi che si adattano al contesto dei vari mercati di sbocco in cui le società operano.
I SETTORI PIU’ ATTIVI IN AMBITO M&A
Crescita esterna e crescita internazionale possono essere importanti fattori di accelerazione e ridefinizione del modello di business delle società industriali, permettendo di cogliere tempestivamente opportunità di sviluppo in segmenti tradizionali oppure adiacenti a quelli in cui sono già presenti.
In questo scenario, l’M&A, eventualmente accompagnato dall’apertura del capitale azionario, può diventare un fattore di successo per rimanere competitivi o aumentare la propria leadership di settore. Basti pensare che nel 2024, in Italia, nel settore “Industrial Market” 2 sono stati annunciati 369 deal mentre, a fine 2025, sono state registrate 336 operazioni per un controvalore di circa 7,8 miliardi di euro 3, nonostante la forte incertezza geopolitica e commerciale registrata nel corso dell’anno. Il settore “Industrial Market” si conferma quindi uno dei più attivi per quanto riguarda l’attività M&A, rappresentando circa il 24% del totale delle transazioni avvenute in Italia nel corso del 2025 (26% nel 2024).
VERSO NUOVI MODELLI DI BUSINESS
Come descritto dai numeri sopra riportati, le strategie di finanza straordinaria delle aziende tenderanno progressivamente a privilegiare operazioni sempre più selettive e mirate, finalizzate all’ottimizzazione del portafoglio prodotti, al consolidamento della crescita del fatturato e al rafforzamento della resilienza rispetto alle dinamiche del mercato globale. In tale contesto, le imprese stanno accelerando l’implementazione di tecnologie strategiche come l’Intelligenza Artificiale ridisegnando il proprio modello di business e orientandosi verso iniziative capaci di generare valore sostenibile nel lungo periodo.
Inoltre, l’assottigliamento delle barriere tradizionali tra sottosettori mostra una progressiva riorganizzazione dell’industria intorno ai nuovi trend di crescita, in cui collaborazioni creative e sinergiche sia tra imprese che tra imprese e istituti finanziari (ad es., i Fondi di Investimento) costituiscono leve concrete per creare valore, potenziare la competitività e accrescere la redditività 4.
LA BANCA A SUPPORTO DELLE STRATEGIE AZIENDALI
In conclusione, la scelta della strategia di crescita perseguita da un’impresa dovrebbe essere guidata da una valutazione realistica della velocità del cambiamento e del grado di disruption del settore: crescere senza perdere identità, innovare senza compromettere sostenibilità finanziaria e trasformare opportunità in valore concreto per clienti e stakeholder, sono le principali direttrici attraverso cui l’ecosistema produttivo italiano potrà perpetuare il proprio successo su scala globale.
Grazie alle competenze trasversali e consolidate, e un’ampia gamma di servizi e prodotti tailor-made, la Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo supporta le aziende italiane nei vari settori industriali, al fine di favorire la competitività e il percorso di crescita, in un mercato globale sempre più complesso.
1 https://www.ice.it/it/sites/default/files/inline-files/RAPPORTO%20ICE%2025%20-%20web%20vers.pdf
2 Industrial Markets (IM) include tra gli altri costruzioni, chimica, automotive, nonché tipiche lavorazioni industriali quali siderurgia, meccanica e impiantistica
3 KPMG, “Il Mercato M&A 2025 e i principali trend”, convegno AIFI, Milano, 26 gennaio 2026
4 https://www.pwc.com/it/it/services/deals/trends/ma-industrials-services.html